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PCTO (ex Alternanza scuola-lavoro)

L’Alternanza scuola-lavoro è entrata nel sistema scolastico italiano con la legge n. 53 del 28 marzo 2003, introducendo all’articolo 4 la possibilità di svolgere in “alternanza di periodi di studio e lavoro” i corsi del secondo ciclo di istruzione per i giovani dai 15 ai 18 anni.
Le successive emanazioni legislative affinano il concetto, indicando l’alternanza quale modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo di istruzione (…) attraverso metodologie basate su: la didattica di laboratorio, anche per valorizzare stili di apprendimento induttivi; l’orientamento progressivo, l’analisi e la soluzione dei problemi relativi al settore produttivo di riferimento; il lavoro cooperativo per progetti; la personalizzazione dei prodotti e dei servizi attraverso l’uso delle tecnologie e del pensiero creativo; la gestione di processi in contesti organizzati e l’alternanza scuola lavoro (D.P.R. 15 marzo 2010, n. 87).
Il D.P.R. n. 89 del 15 marzo 2010 dispone che (…) nell’ambito dei percorsi liceali le istituzioni scolastiche stabiliscono, a partire dal secondo biennio, anche d’intesa rispettivamente con le università, con le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e con quelle ove si realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore ed i percorsi degli istituti tecnici superiori, specifiche modalità per l’approfondimento delle conoscenze, delle abilità e delle competenze richieste per l’accesso ai relativi corsi di studio e per l’inserimento nel mondo del lavoro. L’approfondimento può essere realizzato anche nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, nonché attraverso l’attivazione di moduli e di iniziative di studio-lavoro per progetti, di esperienze pratiche e di tirocinio.
Con la Legge 107/2015 questo nuovo approccio alla didattica si rivolge a tutti gli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno attraverso un percorso di 200 ore per i licei (400 ore per gli istituti tecnico-professionali), che alterna lo studio e la formazione in aula a esperienze pratiche all’interno delle aziende.

La Legge di Bilancio 2019 introduce modifiche sull’alternanza scuola lavoro che riguarderanno anche il nome: da “Alternanza Scuola Lavoro” a “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, in pratica verrà eliminata la parola “Lavoro”.
Ridotte anche le ore dedicate alla formazione degli studenti:

  • non inferiore a 180 ore negli istituti professionali
  • non inferiore a 150 ore negli istituti tecnici;
  • non inferiore a 90 ore nei licei.

 L’Alternanza conserva tuttavia il ruolo di percorso di formazione all’interno del ciclo di studi, un modello didattico che intende fornire ai giovani, oltre alle conoscenze di base, quelle competenze necessarie ad affrontare consapevolmente le scelte future.
Per attuare tutto ciò la scuola si pone in dialogo con le istituzioni pubbliche e private del territorio con le quali progetta e realizza percorsi specifici per ogni indirizzo di studio, intreccio virtuoso tra le scelte educative della scuola, i fabbisogni professionali delle imprese del territorio, le personali esigenze formative degli studenti.
L’alternanza, secondo quanto previsto dalla normativa, è inserita nel Piano dell’Offerta Formativa del Liceo Carlo Rinaldini attraverso percorsi coerenti con il curricolo integrato di ciascun indirizzo da attuarsi nel corso del secondo biennio e ultimo anno liceale. Tali percorsi si inseriscono nella più generale offerta formativa del Liceo che ormai da anni ha scelto di aprirsi ad esperienze che coinvolgono il territorio e le istituzioni, nell’ottica di una scuola collegata alla vita sociale e culturale della città. In questa prospettiva l’alternanza, oltre ad essere un obbligo di legge, diviene l’occasione per:

  • l’orientamento;
  • l’approfondimento di contenuti curricolari;
  • la scoperta di nuovi contenuti;
  • la valorizzazione delle abilità sociali, che rappresentano uno degli obiettivi formativi principali del percorso liceale;
  • la realizzazione di un organico collegamento con il mondo del lavoro, delle professioni e della società civile.

Nella scelta dei percorsi viene infatti data priorità a quelli maggiormente attinenti al curriculum di studi liceale, attivando forme di collaborazione con le Università, Enti culturali, Istituzioni museali e artistiche, studi professionali, Associazioni di volontariato, ecc. La scuola firma apposite convenzioni con i soggetti ai quali vengono assegnati gli studenti, in modo da garantire la massima qualità dell’esperienza. L’alternanza scuola/lavoro comprende sia momenti formativi teorici, sia stage lavorativi veri e propri. Per lo svolgimento dell’alternanza si individuano le seguenti modalità:

  • le classi del terzo anno svolgono attività comuni a tutta la classe prevalentemente in orario scolastico;
  • le classi del quarto anno svolgono attività diverse per singoli alunni o gruppi di alunni prevalentemente in orario extra-scolastico (nel pomeriggio, nei periodi di sospensione delle lezioni, in prossimità della fine dell’anno scolastico);
  • le classi del quinto anno svolgono prevalentemente attività di orientamento universitario.

Al termine di ciascuna attività gli studenti redigono una relazione sull’esperienza svolta.
Molteplici e importanti gli esiti:

  • finalizzare, come auspicato dalla normativa europea, Istruzione e Formazione alla crescita di cittadini consapevoli e persone critiche e responsabili capaci di adattarsi a continui cambiamenti che richiedono un apprendimento incessante;
  • aprire la scuola al mondo esterno consentendo, più in generale, di trasformare il concetto di apprendimento in attività permanente (lifelong learning) e consegnando pari dignità alla formazione scolastica e all’esperienza di lavoro (learning by doing);
  • favorire l’innovazione didattica e la diffusione di processi formativi orientati all’acquisizione di competenze spendibili anche nel mondo del lavoro, promuovendo al contempo: l’orientamento, la cultura dell’autoimprenditorialità, la cittadinanza attiva e un maggiore coinvolgimento dei giovani nei processi di apprendimento, grazie anche alle nuove tecnologie.
  • offrire agli studenti la possibilità di un circuito virtuoso tra scuola e università con una proficua continuità della formazione e di fare esperienza dei contesti organizzativi propri del mondo del lavoro;
  • potenziare le strategie di studio, ricerca e autoformazione, rafforzare la motivazione e la percezione di autoefficacia, definire un progetto di studio per acquisire le competenze capaci di favorire un inserimento qualificato nel mondo del lavoro.

L’alternanza segue un iter di progettazione, realizzazione, monitoraggio e rendicontazione gestita da un tavolo tecnico così composto:

  • Dirigente Scolastico con funzione di supervisione complessiva;
  • Coordinatore generale delle attività dei quattro indirizzi;
  • Coordinatori di indirizzo con funzione di consulenza della progettazione di indirizzo;
  • Referenti dei Consigli di classe con funzione di elaborazione dei piani operativi di ciascuno studente; curano altresì la comunicazione scuola-famiglia relativa al progetto, la raccolta delle schede di valutazione e la trasmissione delle stesse al Consiglio;
  • Tutor interni;
  • Tutor esterni.

L’alleanza tra la scuola e le strutture ospitanti si concretizza nella collaborazione tra tutor interni e tutor esterni finalizzata al positivo svolgimento dell’esperienza di Alternanza della studentessa o dello studente.
Le funzioni del tutor interno (docente):

  • elabora, insieme al tutor esterno, il percorso formativo personalizzato che verrà sottoscritto dalle parti coinvolte (scuola, struttura ospitante, studente/soggetti esercenti la potestà genitoriale);
  • assiste e guida la studentessa o lo studente nei percorsi di alternanza e ne verifica, in collaborazione con il tutor esterno, il corretto svolgimento;
  • gestisce le relazioni con il contesto in cui si sviluppa l’esperienza di alternanza scuola lavoro, rapportandosi con il tutor esterno;
  • valuta, comunica e valorizza gli obiettivi raggiunti e le competenze progressivamente sviluppate dallo studente;
  • promuove l’attività di valutazione sull’efficacia e la coerenza del percorso di alternanza, da parte dello studente coinvolto;
  • informa gli organi scolastici preposti – Tavolo Tecnico – sullo svolgimento dei percorsi.

Il tutor esterno, selezionato dalla struttura ospitante tra soggetti che possono essere anche esterni alla stessa, rappresenta la figura di riferimento dello studente all’interno dell’impresa o ente.
Le funzioni del tutor esterno:

  • collabora con il tutor interno alla progettazione, organizzazione e valutazione dell’esperienza di alternanza;
  • favorisce l’inserimento della studentessa e dello studente nel contesto operativo, lo affianca e lo assiste nel percorso;
  • garantisce l’informazione/formazione della studentessa e dello studente sui rischi specifici aziendali, nel rispetto delle procedure interne; pianifica ed organizza le attività in base al progetto formativo, coordinandosi anche con altre figure professionali presenti nella struttura ospitante;
  • coinvolge la studentessa e lo studente nel processo di valutazione dell’esperienza; fornisce all’istituzione scolastica gli elementi concordati per valutare le attività dello studente e l’efficacia del processo formativo.

Il progetto ha una importante ricaduta didattica e concorre alla valutazione finale.

Per maggiori informazioni, consulta il Curricolo Integrato di ogni indirizzo nella sezione “Piano dell’Offerta Formativa” o nella sezione “I Licei”.

  • MODULISTICA:

  1. Convenzione azienda
  2. Patto formativo
  3. Scheda rischi
  4. Scheda presenze e valutazione studente classi terze
  5. Scheda presenze e valutazione studente classi quarte
  6. Prospetto classe
  7. Attestato
  8. Schema relazione finale
  9. Firme di presenza formazione
  1. Liceo Classico
  2. Liceo Musicale
  3. Liceo delle Scienze Umane
  4. Liceo Economico Sociale