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DIALOGO SU LEOPARDI

DIALOGO SU LEOPARDI

Lo scorso 12 novembre, nell’ambito di una serie di incontri organizzati dalla nuova libreria Gira&Volta di Jesi, che al suo interno regala alla città un nuovo spazio di confronto letterario e culturale, è stato presentato il saggio “Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito” edito da Marsilio.

La professoressa Maddalena Santacroce ha avuto l’opportunità di dialogare con l’autore, il professor Alberto Folin, già docente di Ermeneutica leopardiana e di Scritture e poetiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ora membro del Comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e vicepresidente del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura Giacomo Leopardi. In un clima di grande cordialità che solo i grandi uomini di cultura sanno creare, attraverso questo confronto sono emerse le novità che acutamente il professore ha saputo cogliere nella poesia di cui nell’anno in corso si stanno celebrando i duecento anni, ovvero L’infinito (1819-2019).

Il testo di Folin si configura come uno scavo archeologico condotto da un brillante archeologo volto a disvelare le origini, le fondamenta della poesia e del sistema di pensiero leopardiani. Tutto parte dal mito, nel senso ontologico del termine, e dalla esperienza di vita vissuta, in particolare la prima esperienza d’amore raccontata dal poeta-filosofo recanatese nel “Diario del primo amore” (1817), che Folin evidenzia come non meno importante degli studi eruditi nella formazione della poetica leopardiana. Già traspare quel particolare modo di vedere di Giacomo, per cui egli ha bisogno di “guardare a occhi chiusi” per alleviare in assenza il dolore causato da questo sentimento in presenza. C’è già in nuce quel movimento che Leopardi compirà sul colle dell’infinito, quando con un atto volontario lascerà che la siepe “il guardo” escluda per poter, alla fine dell’idillio, naufragare nel dolce mare dell’Infinito.

Tanti inoltre gli spunti di confronto con autori come Cesare Pavese ma anche con autori della tradizione letteraria delle origini, emersi e approfonditi nel corso del dialogo per il piacere del pubblico intervenuto.

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